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Bodrum
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mweaBodrum (anticamente mweqmwegAlicarnasso, in mwewgreco Αλικαρνασσός; nel periodo medievale mwfaPetronium) è una città della mwfqTurchia, centro dell'omonimo distretto della mwfgprovincia di Muğla. È una città portuale all'ingresso del Golfo di Gökova.

Conosciuta nell'antichità come mwgamwgqAlicarnasso, la città un tempo ospitava il mwggMausoleo di Alicarnasso, noto anche come tomba di Mausolo, una delle mwgwsette meraviglie del mondo antico.

Contents

Storia
Porti
Note

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Geografia

Bodrum è diventata, a partire dagli mwhwanni sessanta, un centro turistico grazie agli sforzi dello scrittore mwiaCevat Şakir. Oggi è una stazione turistica assai frequentata, in particolare dalla mwiqborghesia di mwigIstanbul e dai turisti stranieri. Bodrum è inoltre base di partenza o di arrivo di numerose crociere marittime.

Storia

Storia antica

L'antica mwjwAlicarnasso dette i natali al celebre storico greco mwkaErodoto (circa 484 - circa 420 a.C.).

Il re mwnqMausolo, mwngsatrapo di mwnwCaria (la parte dell'mwoaAsia Minore inclusa nell'mwoqImpero achemenide persiano) dal 377 alla sua morte nel 353 a.C., fu inumato nella mwogsontuosa tomba costruitagli ad Alicarnasso. Di tale monumento, considerato come una delle mwowsette meraviglie del mondo nell'antichità, sopravvivono solo alcune rovine informi. Il nome di Mausolo, associato alla sua tomba, è all'origine della parola "mwpamausoleo".

Era persiana

Successivamente la città cadde sotto il dominio persiano. Sotto i Persiani fu la capitale della mwpwsatrapia della mwqaCaria, la regione che più tardi ne costituì l'entroterra e di cui fu il porto principale. La sua posizione strategica garantì alla città una notevole autonomia. Le prove archeologiche del periodo, come l'iscrizione Salmakis (Kaplankalesi) recentemente scoperta (ora nel Museo di archeologia subacquea di Bodrum), attestano il particolare orgoglio che i suoi abitanti avevano sviluppato.

Periodo greco-romano

mwqwAlessandro Magno pose l'assedio alla città dopo il suo arrivo nelle terre della mwraCaria e, insieme alla sua alleata, la regina mwrqAda di Caria, la conquistò nel 334 a.C. Dopo la morte di mwrgAlessandro Magno, il dominio della città passò ad mwrwAntigono I (311 a.C.), mwsaLisimaco (dopo il 301 a.C.) e ai mwsqTolomei (281–197 a.C.) e fu per breve tempo un regno indipendente fino al 129 a.C., quando passò sotto il dominio romano. Una serie di terremoti distrusse gran parte della città, così come il mwsgMausoleo di Alicarnasso, mentre ripetuti attacchi di pirati dal Mediterraneo causarono ulteriore caos nella zona.

Al tempo dell'era paleocristiana bizantina, quando Alicarnasso era un importante vescovato, era rimasto ben poco della splendente città di Mausolo.

Era medievale

Nei primi anni del mwtgXV secolo, verosimilmente a partire dal 1403, i cavalieri di Rodi (mwtwCavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme) edificarono sopra l'antica cittadella un possente castello, cui dettero il nome di mwuaSan Pietro, da cui deriva il nome dell'attuale Bodrum (derivante dal mwuqlatino mwugPetreum, o mwuwPetronium). Costoro ne migliorarono costantemente le difese fino al 1521, come testimoniato dagli stemmi, ancor oggi visibili, posti ai differenti angoli della piazzaforte da quei capitani del castello o dai dignitari dell'Ordine che ne comandarono i lavori.

Nel 1522, gli mwvqOttomani, sotto il comando del mwvgSultano mwvwSolimano il Magnifico, entrarono a mwwaRodi al termine d'un assedio durato sei mesi. Il Sultano, sensibile all'austerità di vita dei «monaci-soldati» e al coraggio da essi manifestato nel corso dell'assedio, sotto la guida del loro Gran Maestro, mwwqPhilippe de Villiers de L'Isle-Adam, permise loro di abbandonare Rodi in tutta libertà (1º gennaio 1522) dopo essersi fatto consegnare tutti i possedimenti dell'Ordine degli Ospitalieri nel mwwgDodecanneso, come pure il mwwwcastello San Pietro. Il villaggio di Bodrum si sviluppò in seguito, grazie al commercio delle mwxaspugne.

Era moderna

Il castello fu utilizzato come prigione fra il mwzq1895 e il mwzg1915, ma fu abbandonato in seguito a un bombardamento dell'mwzwincrociatore corazzato mwaafrancese mwaqDupleix nel maggio del mwag1915, che danneggiò seriamente l'edificio. Questo fu restaurato fra il mwaw1960 e il mwba1964 e trasformato in museo. Il castello ospita anche un importante museo di archeologia marina; alcuni oggetti in mostra datano all'mwbqetà del bronzo.

Nella notte tra il mwbw20 e il mwca21 luglio mwcq2017, un mwcgsisma di mwcwmagnitudo 6,7 tra mwdaGrecia e mwdqTurchia, ha provocato feriti e danni; numerose le strade allagate da quello che l’agenzia europea EMSC ha definito «un mini mwdwtsunami»cite-ref-1[1].

Trasporti

Aeroporti

La città è servita dall'mwfwaeroporto di Milas-Bodrum (mwgacodice IATA: mwgqBJV) localizzato a mwgg36 km a nord della città.

Porti

Il porto dispone di traghetti per altri porti e isole turchi e greci. Bodrum ha tre grandi porti turistici e per attracchi per crociere. Il primo porto turistico, Milta, si trova nel centro del paese. Il secondo porto turistico si trova a Turgutreis e il terzo, Palmarina, a Yalikavak.

Note

cite-note-11. mwiwBeatrice Montini e Marta Serafini, mwjamwjqTerremoto in Grecia del 6.7: due turisti morti a Kos e centinaia di feriti, in mwjgCorriere della Sera. mwjwURL consultato il 21 luglio 2017.

Bibliografia

• mwkwBodream ou rêve de Bodrum, mwlaJean-Pierre Thiollet, Anagramme Ed., Parigi, 2010. ISBN 978-2-35035-279-4

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Bodrum

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su bodrum.bel.tr.
• citerefenciclopedia-italianaCarlo Manetti, BODRUM, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefsapere-itBodrum o Budrum, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Bodrum, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (TR) Scheda su yerelnet.org.tr, su yerelnet.org.tr. URL consultato il 28 dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 giugno 2012).
• Bodrum sul sito dell'Ufficio turco del Turismo, su goturkey.com (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2008).